E’ tutto un gioco: con il controllo completo del colore, con il supporto di attrezzatura i cui limiti sono davvero elevati, con calcolatori economici ma in grado di gestire immagini enormi come risoluzione, tutto diventa spontaneo come un gioco. Basta scegliere la location e l’ora più adatta per la luce che si cerca (magari con l’aiuto di un ottimo strumento software come “The Photographer’s Ephemeris“) e non rimane altro che lasciar correre la propria fantasia!
Ecco quindi in questo articolo otto immagini frutto di questo gioco! Subito la prima dove ho voluto riprendere le colline tagliate da una strada bianca che da tempo mi ero fissato di fotografare. La location è quella a me più cara ovvero la Lessinia (il punto di ripresa è il Monte Tomba). Avevo già provato questo scatto tempo fa, ma la luce non era come speravo e quindi non avevo concluso… mi sono quindi messo d’impegno e questa volta ho trovato ciò che desideravo:
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Dati di scatto: si tratta di una panoramica composta da 12 scatti verticali alla focale di 120mm, diaframma f/14. Ogni immagine l’ho scattata in bracketing con tempi pari a: 0.1, 0.2 e 0.4 secondi. In questo caso non sarebbe servito, per l’angolo di campo, scattare una panoramica (potevo tranquillamente usare una focale più corta), ma quando vedo arrivare al luce che desidero, allora preferisco avere più dettaglio possibile.

In montagna, lo sappiamo tutti, le condizioni meteo mutano con rapidità… ecco allora come, nel mentre di una fitta pioggia, uno squarcio nelle nubi lascia passare il sole creando così, per pochi minuti, un gioco di luce e colore particolare, unico come tutti gli istanti della nostra vita:
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Dati di scatto: si tratta di una panoramica composta da 3 scatti verticali a mano libera: la luce stava mutando con una velocità incredibile e pioveva quindi ho optato per una soluzione senza treppiede ma più veloce..
La location è il Monte Carega (Piccole Dolomiti), dati: 17mm, f/10, 1/30 di secondo per tutte e tre (al solito PTGui ha provveduto ad unirle).

Durante un temporale (mi trovavo a circa 2000 metri sul Monte Carega – Piccole Dolomiti), improvvisamente un’apertura nelle nubi rivelò una luce caldissima a satura che risaltava con il resto del mondo blu e già avanti verso la fine del giorno. Giusto il tempo di montare il teleobiettivo e come sempre in questi casi tutto dura il tempo di un respiro:
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Dati di scatto: focale 310mm (Canon 100-400 su Canon 5dMkII), 0.1 secondi di posa ad f/14.

Spesso, durante le uscite fotografiche, mi trovo a fare i conti con la “sfortuna” ovvero quegli eventi non prevedibili ma che determinano tutto il resto. Chi può sapere come si comporteranno le nubi in cielo al momento della luce più calda del tramonto?
Cogliere l’attimo. Non c’è da far altro che approfittare di una situazione che si crea, non prevedibile, supportando questo con la completa conoscenza della propria attrezzatura, per non perdere tempo, per non commettere errori:
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Dati di scatto: si tratta di 3 scatti uniti sui rispettivi lati lunghi, focale 100mm (canon 100-400), f/11, 10 secondi di posa (con filtro ND da 6 stop). Qui ho scelto di unire più scatti non per l’angolo di campo ma solo per avere maggiore dettaglio nell’immagine finale.

In questo periodo estivo i campi diventano dei mari ondulati dove l’erba, ormai ben alta, diventa onde e si fa modellare dal vento. Mi sono quindi recato poco prima di Velo Veronese (VR), per il tramonto, per realizzare l’immagine che segue: una contrapposizione, un protagonista ed un antagonista.
La croce l’ho fotografata di “spalle”, in quanto per avere quella composizione, con la luce del tramonto, non vi era modo di vederla “frontale” (in quanto è posizionata per guardare il sole sorgere). Mi è rimasto quindi il desiderio di fotografarla all’alba, ci tornerò!
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Dati di scatto: si tratta di una foto panoramica compostada 12 scatti su due file da 6, per tutte focale 17mm, f/16 e due pose: da 2.5 secondi (che ho usato per il cielo) e da 10 secondi (che ho usato per il terreno/erba che volevo mosso), usando un filtro ND da 6 stop.

In Lessinia non è difficile incontrare il soggetto di questa foto, in questo caso impreziosito dalla presenza di una figurina che non è andata persa nel tempo come invece succede spesso:
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Dati di scatto: per questa immagine ho optato per una notturna, andando ad illuminare la stele con la torcia: un primo scatto da 5 minuti di posa, f/9, iso 400, mi è servito per il cielo e lo sfondo, poi un secondo scatto in posa B (f/9 – iso 100) mi è servito per illuminare il lato frontale della stele ed un secondo scatto in B per illuminare l’altro lato.. Poi ho unito il tutto in Photoshop..

Attrezzatura
Serve davvero attrezzatura costosa per buone foto?
Un detto comune slega la qualità delle foto dalla fotocamera che le realizza: attrezzatura migliore non equivale necessariamente a foto migliori.
E’ anche vero però che a seconda del genere, paesaggio, wildlife, street, .., è necessario disporre dell’equipaggiamento adatto per supportare quell’attività al meglio, ovvero senza ritrovarsi ad un certo punto limitati da problemi o mancanze tecniche.
Cosa succede invece se non si ha la possibilità di scegliere la macchina fotografica più adatta (sulla carta) per un certo genere fotografico?
Ho voluto fare una prova: realizzare una fotografia panoramica (quindi con un ampio angolo di campo), con la scena illuminata direttamente dal sole e con zone in ombra completa, senza utilizzare la mia reflex (Canon 5dMkII caratterizzata da un moderno sensore pieno formato) ma svolgendo tutto il lavoro con una compatta, per la precisione una Canon PowerShot s95. Quanto cambia dalla s95 alla 5dMkII in questa situazione all’atto pratico?
Il risultato finale posso dire avermi soddisfatto! Il flusso di lavoro è di certo molto più complesso: il piccolo sensore della compatta non riesce lontanamente ad avvicinarsi alla latitudine di posa del grosso sensore della reflex, questo significa realizzare più scatti variando il tempo di posa (bracketing) per riuscire a non bruciare le luci a favore delle ombre (pur scattando in RAW la piccola s95 non permette grandi margini di manovra sulle luci al limite). Inoltre la focale più corta, equivalente a 28mm, richiede molti più scatti rispetto la focale che normalmente utilizzo sulla reflex, ovvero 17mm (Canon 17-40 – un must-have per la fotografia di paesaggio), per realizzare la stessa panoramica.
D’altra parte però con la compatta ho potuto utilizzare un diaframma pari ad f/4 il quale, per via della ridotta dimensione del sensore (e di conseguenza del gruppo ottico progettato in proporzione), equivale come profondità di campo a circa f/20 sul pieno formato. I tempi di esposizione ne hanno quindi guadagnato, permettendomi di svolgere 4 scatti per ogni fotogramma con tempi pari a: 1/125, 1/250, 1/500 ed 1/1000 di secondo. Per avere il risultato finale, come angolo di campo, ho poi svolto 5 scatti verticali sovrapposti fra loro.
Ecco quindi il risultato, elaborato con il software PTGui per ottenere le panoramiche, una per ogni livello di esposizione, identiche la pixel, e quindi finalizzato con Photoshop:
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Un’altra prova per la Canon s95: nel comune di Roveré Veronese (VR) si trova la “Stalla del Modesto” (poco lontano dalla quale si trova la malga della precedente foto), una struttura piccola e meravigliosa dove tutte le pareti sono realizzate da gigantesche lastre di pietra disposte a coltello, legate fra loro con un sistema molto simile a quanto si farebbe con dei tronchi d’albero. Ho voluto quindi fotografare l’interno di una parte di questa struttura, quindi un angolo di campo ancora più ampio della precedente immagine, e contrasti da gestire molto elevati per la presenza di una illuminazione data da feritoie e finestre.
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Dati di scatto: si tratta di una immagine composta da 15 scatti disposti su tre righe da 5 dove per ogni scatto ho realizzato, mediante bracketing, 4 differenti pose con tempi pari a: 1/4, 1/8, 1/15, 1/30 di secondo. Per tutte diaframma f/4, iso80, scatto in RAW e focale pari a 6mm (ovvero 28mm come focale equivalente sul pieno formato).

Conclusione: non sentitevi troppo limitati dall’attrezzatura che avete, con un po’ di pazienza per trovare il giusto flusso di lavoro è possibile fare molto più di quanto non si pensi!
Alla prossima!
-Sig-








Grandissima serie, Sig!!!
Da: luigino su 11 agosto 2011
alle 18:55