Una caratteristica degli oggetti illuminati è il proiettare un’ombra. Luce ed Ombra riescono a definire il volume di una figura pur avendo a disposizione una superficie bidimensionale (una foto ad esempio), si ottiene quindi l’illusione di tridimensionalità. Il fotografo si trova pertanto nella condizione di interpretare questo gioco di luci ed ombre, mutevole nel tempo, per fermare in un’immagine un solo istante fra tutti quelli che si susseguono rapidi: l’Ombra si farà via via più lunga al calar del sole, che andrà a colpire altri soggetti i quali finiranno con il diventar parte dell’ombra stessa. Per me la fotografia è principalmente una questione di luce, e la composizione stessa delle immagini è in funzione della luce prima ancora che delle figure in se.
Questa noiosa introduzione
deriva dalla prima foto di questo articolo: realizzata, insieme alle altre, nel Parco della Lessinia tranne l’ultima scattata dietro casa, mostrando così come non sia sempre vero che per ottenere un’immagine “pensata“, frutto di un’idea precisa, sia necessario intraprendere un viaggio impegnativo o lunghe scarpinate!
Questa prima immagine (ispirazione per il titolo dell’articolo) vede il Gruppo del Carega (Piccole Dolomiti) fare da sfondo per le propaggini dell’altopiano lessinico sulla Val d’Illasi, in primo piano le tipiche laste:
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Dati di scatto: per questa immagine ho scelto una focale abbastanza lunga (190mm con Canon 100-400 su Canon 5DMkII) perché volevo che le montagne sullo sfondo fossero belle presenti insieme alle pietre in primo piano… la scelta di una focale lunga però non mi permetteva d’avere tutto a fuoco dalle pietre in primo piano alle montagne sullo sfondo (il diaframma che avevo scelto era f/14) e chiudendo moltissimo sarebbe arrivata la diffrazione a sistemare tutto (in senso negativo)! Così ho scattato tre immagini con impostazioni identiche di scatto (iso 100, f/14, 1/12 sec, filtro polarizzatore) ma mettendo a fuoco (grazie al LiveView) prima sulle pietre in primo piano, poi a “metà strada” (grosso modo dove finiscono le pietre) ed infine sulle montagne. Le tre immagini le ho quindi processate con il programma Helicon Focus (usando come impostazioni per “Blending Method” il valore “B” per “Radius” il valore “3″ per “Smoothing” il valore “1″ ed infine come algoritmo di interpolazione “Lanczos 3″ che aiuta la nitidezza non poco) il quale mi ha restituito un’immagine composta dalle sole parti a fuoco delle tre immagini sorgente (risolvendo quindi completamente il problema della profondità di campo)!
Nei pressi di Passo Malera (San Giorgio – Bosco Chiesanuova), il sole del primo mattino cammina veloce. Per prima si illumina la malga, stagliandosi sullo sfondo ancora stretto dal freddo della notte, e per un attimo si crea un equilibrio fra luce ed ombra:
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Dati di scatto: diaframma f/16, focale 260mm (Canon 100-400 su Canon 5dMkII), tempo di posa pari a 1/50 sec, sensibilità 100iso.
Trovo essere meraviglioso uscire in Lessinia sulla neve quando la notte è illuminata dalla Luna piena! La visibilità è eccezionale, e vedere luoghi noti illuminati da una luce così particolare dona loro una nuova atmosfera. Nella foto che segue (scattata vicino la località Parpari – Velo Veronese) ho voluto lasciare spazio al cielo, ricco di nuvole: spostandosi veloci hanno dipinto una sorta di quadro, fatto con ampie pennellate, con un tocco di colore caldo fornito dalla vicina città di Verona:
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Dati di scatto: 5 minuti di posa ad f/14, focale 30mm (Canon 17-40 su Canon 5DMkII), sensibilità 100iso.
Ecco infine la foto che citavo all’inizio dell’articolo, scattata “dietro casa“: avevo appena finito di “lavorar di braccia” per liberare la strada d’uscita da casa dalla neve, caduta abbondante durante la notte e che stava cadendo ancora. Così per rilassarmi ho protetto per bene la reflex (usando un comunissimo sacchetto di nylon da congelatore) ed ho realizzato questo scatto:
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Dati di scatto: diaframma f/11, tempo di posa 1/500 sec., focale 73mm (Canon 24-105 su Canon 5DMkII).
Alla prossima!
-Sig-




Complimenti, le fotografie sono davvero molto belle!
Gio
Da: Giorgio Fochesato su 6 maggio 2011
alle 17:31