Le ultime precipitazioni hanno portato (finalmente) un manto nevoso sufficiente a coprire le colline della Lessinia ed iniziare a suggerire quella magica atmosfera, fatta di luci e colori, che rende l’inverno speciale e sempre fonte di meraviglia.
Ecco quindi i primi scatti con questa fantastica condizione! Il primo, che segue subito, l’ho realizzato poco dopo il tramonto, con una luminosità si diffusa ma ancora abbastanza direzionale da abbracciare Cima Mezzogiorno (un punto di osservazione strepitoso posto sopra Ala ed a picco sulla Valle dei Ronchi – usato in tempo di Guerra come postazione per i cannoni):
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Dati di scatto: diaframma f/14, focale 135mm (Canon 100-400 su Canon 5DMkII), esposizione 12 secondi, sensibilità 400iso (per limitare il tempo di posa in quanto le raffiche di vento andavano ad intensificarsi e già 12 secondi era il limite).
Poco prima del tramonto, quando il sole caldo davvero carezza i profili della Lessinia, ho voluto riprendere il Rifugio Primaneve sul Monte Tomba (località San Giorgio – Bosco Chiesanuova). Si tratta di una struttura che ho sempre percepito come un “pugno nell’occhio” in particolare per la gigantesca torre. Ecco, con questa foto un po’ voglio far pace con questa costruzione!
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Dati di scatto: diaframma f/14, focale 170mm (Canon 100-400 su Canon 5DMkII), posa 1/20 di secondo, sensibilità 100iso, filtro polarizzatore. Come di consueto scatto con comando a filo con primo “click” per l’alzo dello specchio, 5-6 secondi di attesa (ho notato come -pur essendo ben ammortizzato lo specchio della 5d- con le focali lunghe un’attesa di 5-6 secondi migliori la nitidezza) e secondo “click” per l’otturatore. Il sole posto di lato ha reso infine efficace l’uso del polarizzatore “staccare” maggiormente la formazione di nubi.
Devo confessare che, fotograficamente parlando, l’inverno lo trovo “intrigante” non solo per i colori e le luci, ma anche per le difficoltà. Perché è indubbio sia più difficile ogni fotografia: il freddo che aggredisce tanto le batterie quanto il fotografo (il secondo in particolare), il vento (che rende l’uso delle focali lunghe una guerra contro le vibrazioni), la neve (che se da un lato è l’ingrediente della magia dall’altro rende tutti gli spostamenti più complessi). Ma la difficoltà aggiuntiva rende, a mio modo di vedere, più interessante ogni immagine: se fosse troppo facile fotografare non avrebbe senso farlo!
Concludo questo articolo con una foto che voglio dedicare ad un “soggetto” che purtroppo è sin troppo facile incontrare in Lessinia. E’ facile trovare croci o piccole steli a ricordo di persone morte o per cadute rovinose o per la guerra o strascichi della guerra. Si tratta di segni che rimangono a memoria, resistenti al tempo come la pietra di cui sono fatti:
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Dati di scatto: La foto è composizione di due immagini (ambedue a 17mm -Canon 17-40 su Canon 5dMkII): una ad f/10, 6 minuti di posa, iso 400, l’altra invece ad iso 3200, 30 secondi di posa, diaframma f/4. La seconda dedicata al cielo perché non volevo che le (poche) stelle visibili oltre le nubi, illuminate dai vicini centri cittadini, lasciassero una scia. Durante la prima posa (quella da 6 minuti) con la torcia elettrica ho leggermente illuminato la croce per farla risaltare e rendere più leggibile.
Alla prossima! E speriamo con sempre più neve.. ![]()
-Sig-



complimenti sinceri per le splendide foto, suggestive ed emozionanti
Da: simone su 3 gennaio 2011
alle 12:29