Serve fortuna e serve tempo (costanza). Questi due ingredienti sono fondamentali nella fotografia paesaggistica. Se uno manca l’altro deve compensare in quantità, non ci si scappa. Io di sicuro ultimamente non sono fortunato: se la Lessinia si prodiga a fare da palco per cieli spettacolari, situazioni di luci ed ombre irripetibili, io sono sicuramente altrove in quei momenti. Ma ogni tanto capita che invece sia al posto giusto. Forse non nel momento più spettacolare fra tutti, forse altri erano migliori ma gli altri sono persi e quindi quando i due ingredienti si trovano insieme rimane comunque un affare!
L’immagine di seguito l’ho realizzata dalla cima del Monte Sparvieri (1798m – Monti Lessini): raggiungerlo è facile grazie alla strada bianca che collega Bocca di Selva a Podestaria, un chilometro prima si interseca con la strada che arriva da San Giorgio (Bosco Chiesanuova) seguendo la quale velocemente si arriva al Monte.
In quel momenti i raggi del sole sembravano baciare le colline più sotto, il Monte Baldo nitido si stagliava all’orizzonte, e la cosa che desideravo di più era cogliere al meglio quella luce. Avevo già sistemato il treppiede e la macchina fotografica quando il sole era ancora alto, nel momento in cui le nuvole hanno coperto il sole creando i “giochi” di luce che si vedono, scattare la foto è stato quindi solo questione di poche impostazioni. Ho scelto come titolo “Eldorado“: parola che mi era venuta in mente in quel momento, e stando alla definizione di Wikipedia sono convinto sia la parola esatta per la Lessinia: “L’El Dorado (abbreviazione spagnola di El indio Dorado) è un luogo leggendario in cui vi sarebbero immense quantità di oro e pietre preziose, oltre a conoscenze esoteriche antichissime. In questo luogo, situato al di là del mondo conosciuto, i bisogni materiali sono appagati e gli esseri umani vivono in pace tra loro godendo della vita. Spesso viene associato al paradiso terrestre o all’Eden situato agli antipodi.“
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Dati di scatto: panoramica composta da 5 immagini verticali, ognuna scattata con diaframma pari a f/13, focale 115mm (Canon 100-400 su Canon 5DMkII), 100 iso e tempo pari a 1/50 di secondo. In questa occasione non mi è servito scattare immagini con esposizione diversa in quanto le condizioni di luce permettevano, con quel tempo di posa, d’avere un “bell’istogramma” da cui poi “recuperare” tutto il necessario (ovvero luci ed ombre).
Circa quaranta minuti dopo il sole scende decisamente verso l’orizzonte, ed ecco che le nuvole diventano tutt’altra cosa! Smonto quindi rapidamente la macchina fotografica dal treppiede e con passo spedito scendo un po’ lungo il fianco del Monte per cambiare composizione:

La luce del sole calante illumina Malga Gasparine di dietro, il cielo si riempie di nuvole preannunciando maltempo.
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Per questa immagine ho voluto il più possibile come dettaglio (quando è limpido bisogna approfittarne) e quindi ho optato per una panoramica verticale unendo 4 scatti orizzontali ognuno realizzato alla focale di 120mm (Canon 100-400 su Canon 5DMkII) e diaframma f/13. Per ogni immagine delle 4 poi ho realizzato due scatti con tempi pari a 1/20 di secondo e 0.1 secondi per ampliare al solito la gamma dinamica: il primo scatto è servito per il cielo, per avere le nuvole ben esposte e poter così cogliere tutte le delicate sfumature di giallo. Il secondo scatto invece l’ho usato per avere il terreno esposto in modo corretto, altrimenti sarebbe risultato inevitabilmente sottoesposto e sovraesporre a posteriori (in apertura dei file RAW) aumenta il rumore digitale dell’immagine (invece sottoesporre riduce il rumore digitale – è quindi buona cosa sovraesporre leggermente in fase di ripresa).
Incontrare un Camoscio sui rilievi dell’alta Lessinia non è molto difficile (anche se in generale se ne stanno alla larga), nonostante quindi non sia un raro e sfuggente animale, trovo sempre molto piacevole dedicarvi qualche minuto per una foto! Lo scatto che segue l’ho fatto sul Monte Sparvieri mentre aspettavo scendesse il sole (per realizzare poi le foto sopra): ho voluto lo scatto un po’ ambientato per includere nell’immagine il prato ricco di fiori, senza “stringere” troppo sul soggetto, che sarebbe altrimenti risultato quasi “decontestualizzato“, mentre lui era lì proprio perché in quel punto il prato offriva un sacco di prelibatezze!
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Dati di scatto: diaframma f/5, focale 250mm (Canon 100-400 su Canon 5DMkII), tempo pari a 1/400 di secondo, iso 500. Questa foto l’ho realizzata a mano libera, inginocchiato nell’erba per avere un punto di ripresa basso. Il sole era coperto da un banco di nubi, situazione che ha permesso d’avere una luce diffusa e morbida nonostante fossero circa le sei e mezza di sera!
Infine il sole tramonta, ed i colori caldi svaniscono velocemente per lasciare posto al blu della sera che poi si farà via vi a più intenso accompagnando la Lessinia nella notte. Prima però di incamminarmi verso casa, un’ultima immagine, un ultimo momento. Gli occhi al cielo, il treppiede a terra e la pace che precede sempre la notte:

Il cielo della Lessinia si mostra qui assolutamente meraviglioso. Cercare di fotografarlo al meglio era un dovere...
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Dati di scatto: diaframma f/16, focale 17mm (Canon 17-40 su Canon 5DMkII), iso 100, esposizione: due scatti, uno da 1.3 secondi per il cielo ed uno da 5 secondi per il terreno. Per unirli ho inizialmente usato una maschera di livello a gradiente (simulando quindi un filtro ND Graduato) che ho poi raffinato (a forza di pennello grande e morbido) per migliorare lo “stacco” chiaro-scuro (cielo-terreno).
Un salto indietro di qualche giorno, ed ecco ancora la foschia a definire il paesaggio! Rispetto alle immagini precedenti sembra un altro luogo, questa è la “magia” della Lessinia:
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Dati di scatto: focale 235mm (Canon 100-400 su Canon 5DMkII), diaframma f/14, iso 100 Tempo 1/20 di secondo. Questa immagine è la composizione di 5 scatti verticali, uniti insieme per generare l’immagine complessiva (per l’unione delle immagini mi faccio aiutare dall’ottimo software PTGui). In fase di ripresa non ho usato la testa panoramica (come generalmente faccio per le fotografie panoramiche) in quanto non essendovi contemporaneamente un elemento vicino ed uno lontano, ed essendo invece tutta la foto “all’infinito”, non c’erano problemi con l’eventuale errore di parallasse.
Alla prossima!
-Sig-



Una splendida serie di scatti, tutte composte e realizzate benissimo, ma l’ultima è semplicemente straordinaria: complementoni, Sigfrido!
Da: Luigino su 31 luglio 2010
alle 19:28
Grazie!! L’ultima potrebbe fare parte della serie “io e la foschia”… nel momento in cui ho “capito” che se il sole trova via libera all’orizzonte anche la foschia più densa può diventare un “plus”, le foto hanno iniziato a venire da sole!
Da: sigfridocorradi su 1 agosto 2010
alle 09:51
Senza parole! Quando ti accompagno nei tuoi tramonti fotografici vedo quanta passione ci metti. E quasta passione trasuda in queste immagini! Complimentoni!
Da: Maria su 2 agosto 2010
alle 10:58
Ottima questa serie, prima ed ultima semplicemente strepitose!!!!
Da: Luca su 11 gennaio 2011
alle 18:12
Grande Sig!!
Da: Menek su 28 aprile 2012
alle 12:43