In questo articolo voglio condividere tre immagini panoramiche, si tratta di fotografie molto diverse fra loro: si va dal tramonto tinto di giallo della prima, all’isola nella nebbia dell’ultima passando per il freddo bianco della seconda!
Realizzare delle fotografie panoramiche richiede una preparazione extra “sul campo“: è necessario predisporre il treppiede e la relativa testa panoramica la cui rotazione, calibrata per gradi, permette di ottenere quella sequenza di immagini che, unite fra loro, compongono poi la panoramica finale. Questa preparazione richiede più tempo e quindi porta a riflettere con maggior cura prima di decidere per lo scatto; si tratta quindi di un buon modo, secondo me, per osservare l’ambiente con maggior attenzione e calma, per capire quando e dove le condizioni sono adatte ad esprimere un certo messaggio!
La prima panoramica l’ho realizzata poco prima che il sole tramontasse (si vede nello scatto essere al limite delle nebbie), in modo da poter godere della massima saturazione del colore: si tratta di un momento particolare, la cui durata è molto breve, durante il quale le neve perde la sua apparenza d’elemento freddo e ghiacciato:
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Dati di scatto: diaframma f/18, focale 24mm, esposizione 1/15 di secondo, sensibilità 100iso, 7 scatti verticali
Nella panoramica che segue il tramonto si è mostrato invece molto “freddo” e modesto nei colori rispetto l’immagine precedente, ma la Montagna è fatta così! A volte è ospitale e regala colori unici che scaldano l’animo, altre vole invece si mostra imbronciata:
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Dati di scatto: diaframma f/14, focale 19mm, esposizione 0.4 secondi, sensibilità 100iso, 3 scatti verticali
Quest’ultima panoramica ci riporta invece nel mezzo del colore: le nebbie, compatte a valle, ricche di onde ed increspature, si vestono con l’ultima luce del sole. Come un’isola emerge da questo mare una collina, riferimento per lo sguardo:
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Dati di scatto: diaframma f/13, focale 320mm, esposizione 0.2 secondi, sensibilità 100iso, 5 scatti verticali
-Sig-



wow
Da: io su 19 gennaio 2010
alle 18:32
Ciao Sigfrido, complimenti per le foto e per il tuo sito. Vedo che anche tu preferisci fare le foto non solamente con il tempo bello, ma anzi cerchi di estrapolare dalle avverse condizioni atmosferiche quel punto luce, quel piccolo bagliore magico che improvvisamente puo apparire.Credimi anch’io quando la Domenica mattina mi immergo nel mio appennino Tosco Emiliano sono stato e lo sono tuttora testimone di improvvisi e fatati cambiamenti di luce che ti lasciano a bocca aperta. Rinnovandoti imiei complimenti per le fantastiche foto, ti faccio i miei migliori auguri di buona luce…Ciao Fiorenzo
Da: Fiorenzo su 15 febbraio 2010
alle 11:09
Ciao!! Grazie per il commento!!
In effetti sono convinto che molto spesso siano le condizioni “peggiori” (in termini atmosferici) a riservare le vere sorprese in termini di luce, ed è tutta una questione di luce la fotografia: il cielo nuvoloso, la nebbia, la neve che cade, il vento, il momento cupo prima di un temporale o l’aria pulita subito dopo, sono tutti elementi che influiscono sulla qualità e quantità della luce e quindi giocano a favore per il crearsi di ottime opportunità!
Ricambio i tuoi auguri di buona luce e ti auguro di riuscire ad essere sempre al posto giusto al momento giusto per godere di quei momenti che lasciano a bocca aperta!
-Sig-
Da: sigfridocorradi su 15 febbraio 2010
alle 15:00