Girare per i boschi del comprensorio della Lessinia, con la reflex al collo e l’occhio attento ai particolari, può riservare delle sorprese! E non parlo solo dell’ambiente naturale. Magari camminando fra i cespugli di Pungitopo (Ruscus aculeatus) potrebbe capitare di trovare qualcosa che non ci si aspetta, o che non si vorrebbe dover aspettare. Camminando sereni potrebbe capitare di soffermarsi un attimo e guardare perplessi oggetti che con gli alberi e le pietre, con la terra e con l’acqua hanno poco a che fare: parlo di oggetti abbandonati, scaricati, fatti rotolare, dimenticati come se una volta spariti dalla vista fossero spariti anche di fatto. L’intensità dei ritrovamenti è direttamente proporzionale alla vicinanza con le strade che tagliano i boschi, qualche esempio?

Una lavatrice abbandonata, quasi coperta dalle foglie secche, scruta la vita del bosco con il suo grande occhio..

Chissà quanti pranzi e cene furono preparati grazie a questa solida cucina economica, ed ora eccola qui a guardare il cielo...

Resti di un obsoleto elettrodomestico che evidentemente dava molto fastidio avere ancora per casa...
Ho volutamente scelto delle immagini dove, in un certo qual modo, gli oggetti abbandonati fossero stati quasi “integrati” dal tempo nell’ambiente che inquinano, ma sono dei casi particolari. Purtroppo è più facile che l’inquinamento sia puro e semplice e sia palesemente segnale dello scarso livello culturale di coloro che, senza nessun riguardo, considerano ogni posto sufficientemente lontano dalla loro casa come un’ottima nuova discarica. Un esempio su tutti: un “deposito” di coperture in Eternit (cemento-amianto):
La mia speranza è che con il tempo le persone acquisiscano una propria sensibilità per l’ambiente che ci circonda e capiscano quanto prezioso esso sia. Danni ne sono stati fatti, ne stanno venendo fatti e sicuramente ne saranno fatti ancora in futuro, ma voglio sperare che la tendenza sarà a diminuire.
-Sig-


