L’autunno, arrivati ora nel mese di Dicembre, possiamo considerarlo un capitolo chiuso. Volendo fare un resoconto, ci possiamo chiedere cos’ha lasciato questa stagione, fotograficamente parlando. Per me soddisfazioni certamente: le immagini che seguono sono luce e colori propri di questo periodo, ma non solo.
Forse questo appena concluso è il periodo dell’anno che preferisco, se la gioca bene con l’inverno. Lo preferisco perché, se dovessi descriverlo, direi che è fatto di silenzi, di calma, di respiri che si allungano tanto quanto le giornate si accorciano. Per uno come me, in guerra con l’agitazione e l’incapacità di stare fermo, è una gran cosa! Come camomilla la sera, prima di andare a letto ![]()
Allora la fotografia, in una situazione così carica d’atmosfera, diventa un modo per rallentare: aspettare che l’anima ci raggiunga, lasciata indietro dal troppo correre dietro troppe cose. E’ questo che dovrebbe essere lo strumento che ci portiamo nello zaino, la fotocamera: un modo, in primo luogo, per obbligarci a guardare al mondo con più calma, con occhio curioso, attenzione che non si può avere correndo, spinti dalla fretta.
L’immagine che segue, scattata con i primi raggi del sole che spingono via la coperta della notte, l’ho realizzata rapito da quei tre alberi, con le chiome così marcatamente diverse fra loro (quasi a voler riassumere tre stagioni insieme):
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Dati di scatto: diaframma f/11, 190mm (Canon 100-400 su Canon 5dMkII), posa 1/20 di secondo ed 1/50 di secondo (bracketing da cui ho tenuto solo 2 scatti). Sono due scatti uniti sul lato corto in quanto, dopo aver scattato il primo componendo attorno agli alberi, ho deciso preferire più “aria” a destra grazie alla luce che trovavo meritare un suo spazio.. non ho scattato girando la macchina in verticale (per avere quindi la massima risoluzione sul lato corto) perché… stavano arrivando verso di me 40 mucche con l’allevatore che urlava “dai che arrivano”.. quindi ho fatto uno scatto extra subito e poi via! ![]()
Il punto di scatto si trova qui: 45.610945, 11.070837 (clicca per andare in Google Maps)
Una casa ai limiti del bosco, tinto d’autunno. La nebbiolina che si insinua fra gli alberi ed il silenzio. Non un filo di vento, non una foglia che cade. Un attimo sospeso:
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Dati di scatto: diaframma f/10, focale 135mm (canon 100-400 su Canon 5dMkII), 30 secondi di posa, più una seconda foto da 10 secondi che ho usato per recuperare le zone della casa più vicine alle lampade (altrimenti risultavano bruciate).
Il punto di scatto si trova qui: 45.610945, 11.070837 (clicca per andare in Google Maps) e la casa ripresa si trova qui: 45.613884, 11.074331 (clicca per andare in Google Maps)
Il crepuscolo. La fine del giorno. Ho atteso che il sole se ne andasse: desideravo la luce morbida e diffusa, momenti preziosi specialmente in montagna dove, durante il giorno, sono i forti contrasti di luce ed ombra a caratterizzare l’ambiente:
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Dati di scatto: diaframma f/14, 25 secondi di posa, focale 67mm (Canon 24-105 su Canon 5dMkII).
Si tratta di uno scatto singolo, senza braketing, in quanto la luminosità diffusa del crepuscolo non creava problemi di contrasto tali da richiedere pose multiple…
Il punto di scatto si trova qui: 46.522718,12.00127 (clicca per andare in Google Maps)
La stalla del Modesto in Lessinia, un luogo che ho già avuto modo di apprezzare fotograficamente, qui l’ho voluta inserire in una composizione molto formale, già a partire dal formato quadrato: il cielo coperto di nubi, una grande aiuto quando si desidera fotografare qualcosa di così delicato, ha reso poi possibile cogliere un’ampia gamma di tonalità:
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Dati di scatto: diaframma f/10, focale 73mm (Canon 24-105 su Canon 5dMkII), 13 secondi di posa. Si tratta di due scatti orizzontali, uniti sul lato lungo, in quanto volevo l’immagine quadrata.. e poi la risoluzione non è mai abbastanza (avrei potuto ad esempio ritagliare -crop- uno scatto singolo riducendo però sensibilmente la risoluzione dell’immagine) ![]()
Il punto di scatto si trova qui: 45.613876,11.067233 (clicca per andare in Google Maps)
All’alba, il sole inizia a farsi vedere uscendo pigro dalla foschia compatta all’orizzonte. Momento tanto emozionante quanto rapido nello svolgersi. Per questa immagine ho deciso di spingere l’angolo di campo a 180 gradi, volevo che la foto rappresentasse ciò che si percepisce spaziando con lo sguardo davanti una scena così:
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Dati di scatto: si tratta di una panoramica da 180 gradi, tanto che si possono notare le ombre delle case sulla collina in fondo a sinistra ed il sole a destra (mentre in verità illumina frontalmente le costruzioni), composta da 6 scatti verticali (con testa panoramica) alla focale di 17mm (Canon 17-40 su Canon 5dMkII), diaframma f/16 e bracketing per ogni scatto con tempi pari a: 1/20 – 1/8 – 0.3sec (iso 100).
Il punto di scatto si trova qui: 45.636164, 11.109221 (clicca per andare in Google Maps)
In Lessinia i muretti a secco si trovano con facilità: pietre strappate alla terra e sistemate con cura o lastre ben disposte in fila, in ogni caso il territorio porta queste nervature che ne fanno una sua caratteristica.
Questo che ho ripreso nell’immagine seguente non versa in buono stato: le intemperie, la neve, l’assenza di manutenzione, lo stanno lentamente riportando al suo stato originale, con le pietre sparse nel campo. Gli alberi, già spogliati dalle foglie, fanno da sfondo dove lo sguardo viene accompagnato ad incontrare il sole:
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Dati di scatto: diaframma: f/16, focale 17mm (Canon 17-40 su Canon 5dMkII), 5 scatti verticali (con testa panoramica) con tempi pari a 1/30 – 1/13 – 0.2sec – 0.5sec per ognuno (vi era molto contrasto e non ero certo sarebbero bastati i tre scatti dal bracketing), iso 100. Con PTGui ho ottenuto una panoramica molto buona grazie alle 4 pose (si è preoccupato PTGui di unire le differenti esposizioni), ho lavorato direttamente quella poi in Photoshop (per colore, contrasto zona per zona, …).
Il punto di scatto si trova qui: 45.667545,11.064329 (clicca per andare in Google Maps)
Il Gruppo del Carega e le sue valli, aspettando il tramonto. Qui ho scelto il vallone di Campobrun come luogo dove lasciar correre la fantasia: una valle incantata, senza tempo, dove il sole si va a nascondere quando arriva la notte:
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Dati di scatto: diaframma f/11, focale 36mm (Canon 17-40 su Canon 5dMkII), bracketing con tempi pari a: 1/160 – 1/60 – 1/25 (iso 100). Il bracketing in questo caso si è rivelato essere fondamentale per gestire il forte contrasto fra le zone direttamente illuminate dal sole (in particolare al foschia) e le parti in ombra.
Il punto di scatto si trova qui: 45.710210, 11.139663 (clicca per andare in Google Maps)
Ciò che ci aspetta adesso è la neve! Ancora presto per questa stagione così calda e avara di precipitazioni, ma non ci resta che attendere. L’immagine seguente, l’ultima di questo articolo, mostra proprio un po’ di neve, per vedere la quale però mi sono spostato dalla Lessinia al passo Falzarego (provincia di Belluno).
Per tutti noi appassionati di fotografia, l’inverno è davvero magico… ricco di momenti unici ed emozionanti. A prezzo però di uno sforzo maggiore: è terribile come il freddo riesca ad avere la meglio, per quanto ci si vesta, restando fermi nella neve ad armeggiare con la reflex ed il treppiede
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Dati di scatto: diaframma f/14, focale 400mm (Canon 100-400 su Canon 5dMkII), due pose con tempi pari a 1/20 ed 1/50 (bracketing da cui ho tenuto solo due immagini), iso 100.
Il punto di scatto si trova qui: 46.524863,12.016741 (clicca per andare in Google Maps)
Alla prossima!
-Sig-




















